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Quali sono le regole IVA per la fatturazione catering?

Caterer al lavoro su una fattura con le aliquote IVA

L'IVA nel catering non segue un'aliquota unica. A seconda che tu serva sul posto, consegni pasti, offra bevande alcoliche o noleggi attrezzatura, l'aliquota applicabile cambia. Un errore in fattura può portare a rettifiche fiscali o a problemi con la detraibilità del tuo cliente. Ecco le regole fondamentali per i caterer in Italia.

Quale aliquota IVA si applica al catering?

In Italia, i servizi di catering e ristorazione sono soggetti principalmente a due aliquote:

Se offri un pacchetto che include cibo e alcol, devi indicare entrambe le voci in fattura con le rispettive aliquote. Non puoi unificarle sotto un'unica percentuale.

Come si gestisce il personale e le spese di servizio?

Se fatturi una prestazione integrale di catering, cibo, servizio e personale inclusi, l'insieme è considerato una prestazione di ristorazione al 10 %. Non è necessario scorporare ogni componente.

Se fatturi il personale separatamente (ad esempio, una tariffa giornaliera per cuochi o camerieri senza fornitura di alimenti), si tratta di una somministrazione di lavoro soggetta all'aliquota ordinaria del 22 %.

In caso di dubbio sulla classificazione di una prestazione complessa, una consulenza con il tuo commercialista evita sorprese in sede di verifica fiscale.

Cosa deve contenere una fattura catering corretta?

Se la tua fattura contiene righe al 10 % e righe al 22 %, ciascuna deve essere indicata separatamente con la propria aliquota. Una singola riga "pacchetto catering completo" senza dettaglio non è conforme alle normative fiscali italiane.

Le stesse regole si applicano ai food truck e alla consegna?

Sì. Un food truck che vende piatti caldi per consumo immediato applica il 10 % IVA come prestazione di ristorazione. La vendita di alimenti freddi non lavorati potrebbe rientrare in aliquote diverse, ma per il catering di eventi il 10 % è la norma.

Per il catering a domicilio attenzione: se consegni senza personale e senza servizio, non è più somministrazione ma cessione di beni, e vale l'aliquota di ogni singolo prodotto invece del 10 % unico. Vedi la sezione qui sotto sulla differenza tra somministrazione e asporto. L'alcol resta comunque al 22 %.

Somministrazione o asporto: la differenza che cambia l'aliquota

È la distinzione più importante e la più trascurata. Il fisco italiano non guarda solo a cosa vendi, ma a come lo vendi.

La conseguenza pratica è che una consegna senza personale non ha una sola aliquota. Ogni riga della fattura segue la propria voce della Tabella A del DPR 633/72.

Prodotto consegnato senza servizioAliquota IVA
Pane ordinario4 %
Piatti preparati e trasformati (lasagne, pizza, panini farciti)10 %
Vino, birra e superalcolici22 %

L'Agenzia delle Entrate ha chiarito il principio con un esempio concreto: un pasto da asporto composto da un secondo di carne, pane, verdure e vino non si fattura al 10 %, ma spacchettando le voci al 10 %, 4 % e 22 %. Per i prodotti non elencati qui, la voce corretta va cercata nella Tabella A, parte II e parte III, o verificata con il tuo commercialista.

Le aliquote aggiornate e i chiarimenti ufficiali sono pubblicati dall'Agenzia delle Entrate. In caso di dubbio su una singola riga di fattura, è quella la fonte che conta.

Se invece mandi il personale e servi in loco, torni nella somministrazione e l'aliquota unica del 10 % vale di nuovo per tutta la parte alimentare. Lo stesso buffet, quindi, può essere fatturato in due modi diversi a seconda che tu metta o meno un cameriere accanto al tavolo.

Cosa cambia quando fatturi a clienti aziendali?

I clienti aziendali con partita IVA possono portare in detrazione l'IVA che gli addebiti. Questo significa che il tuo 10 % non rappresenta un costo definitivo per loro se sono soggetti passivi. Per poter detrarre l'IVA, hanno bisogno di una fattura completa con la tua partita IVA e la loro.

Quando fatturi a privati, devi comunque indicare correttamente l'IVA, ma non è necessario riportare la partita IVA del cliente.

Domande frequenti

Qual è la differenza di IVA tra somministrazione e asporto?

La somministrazione è una prestazione di servizi: servi con personale per il consumo sul posto e applichi il 10 % su cibo e bevande analcoliche. L'asporto è una cessione di beni: consegni senza servizio e allora vale l'aliquota del singolo prodotto, che può essere 4 %, 10 % o 22 %. Lo stesso buffet può quindi avere due trattamenti diversi.

Che aliquota IVA si applica a un buffet consegnato senza personale?

Non il 10 % unico. Senza servizio è una cessione di beni e ogni voce segue la propria aliquota: 4 % per il pane ordinario, 10 % per i piatti preparati e trasformati, 22 % per vino e alcolici. Se invece mandi il personale a servire, rientri nella somministrazione al 10 %.

Il vino servito al tavolo è al 10 % o al 22 %?

Al 22 %. Le bevande alcoliche restano all'aliquota ordinaria a prescindere dalla modalità di consumo, anche quando il vino viene servito al tavolo nell'ambito di una prestazione di ristorazione. Solo cibo e bevande analcoliche beneficiano del 10 %.

Posso applicare un'unica aliquota a un pacchetto catering che include alcol?

No. Le bevande alcoliche devono essere indicate come voce separata al 22 %. Il resto della prestazione va al 10 %. Unificare tutto sotto un'unica aliquota non è conforme alla normativa e può portare a rettifiche fiscali.

Il noleggio di stoviglie o mobili è al 10 % o al 22 %?

Il noleggio di attrezzatura è una prestazione di servizi soggetta all'aliquota ordinaria del 22 %. Se è incluso in un pacchetto catering integrale, può essere considerato accessorio alla prestazione principale (10 %). In caso di dubbio, indicarlo separatamente è la scelta più sicura.

Cosa faccio se ho già inviato una fattura con l'aliquota sbagliata?

Emetti una nota di credito che annulli la fattura originale, poi emetti una nuova fattura corretta. Conserva entrambi i documenti. Se il cliente ha già detratto l'IVA sulla base della fattura errata, dovrà rettificare la propria dichiarazione fiscale.

Esiste una soglia sotto cui non devo applicare l'IVA?

Sì. In Italia, il regime forfettario consente ai soggetti con ricavi fino a 85.000 € di non applicare l'IVA. Se rientri in questo regime, non addebiti né versi IVA. Sopra tale soglia, l'applicazione dell'IVA è obbligatoria. Verifica con il tuo commercialista il regime fiscale corretto per la tua attività.

È necessario fare una fattura per ogni evento?

Non è un obbligo legale esplicito, ma è fortemente consigliato. Una fattura per evento semplifica la contabilità, facilita la riconciliazione dei pagamenti e ti protegge in caso di verifica da parte dell'Agenzia delle Entrate.

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